OOXML habemus Standard! …ma non c’era già?
Office Open XML è ufficialmente uno standard ISO riconosciuto. Nonostante la ferma opposizione di diverse organizzazioni ed imprese (IBM tra le imprese, Unione Europea tra le “organizzazioni”, insomma non noccioline…) il processo di standardizzazione è andato avanti, superando tentativi vani (e timidi) di opporsi alle forzature operate dal colosso di Redmond.

La situazione assume connotati grotteschi quando si considera che uno standard internazionale che copre questo genere di formati esiste già e si chiama ODF (Open Document Format), al quale OOXML non aggiunge nulla di utile o innovativo, anzi, se possibile, risulta essere un prodotto peggiore. Quest’opinione è largamente diffusa tra gli “addetti ai lavori” secondo cui il nuovo standard è male e scarsamente documentato, di alcune parti non sono state fornite specifiche di implementazione, il che rende impossibile ottenere un implementazione univoca di questo formato, il che, de facto, rende la sua definizione di standard internazionale anacronistica. La pappardella qui sopra si può semplicemente tradurre con un semplice: “Il mio è un formato standard riconosciuto e condiviso, ma se usi i miei prodotti funzionerà meglio!”.
A mio modesto parere il mondo dell’informatica sciupa così una buona occasione per iniziare a risolvere il problema del monopolio che è ormai una sua caratteristica degli ultimi decenni. Infatti, con l’approvazione di OOXML come standard, Microsoft può “garantire” la tanto declamata interoperabilità senza ricorrere all’adozione di ODF. Vista e considerata la scarsa usabilità di cui sembra godere il nuovo formato, ritengo altamente improbabile un suo utilizzo su vasta scala, il che porta come conseguenza principale la sostanziale immutabilità dello status quo attuale.
Infatti in questo modo Microsoft effettivamente garantisce l’interoperabilità tra sistemi diversi in quanto adotta un formato certificato ISO, che però sembra non essere praticamente utlizzabile. L’unica alternativa è quindi continuare a utilizzare i formati proprietari Microsoft, sperando che gli sviluppatori di OpenOffice, Abiword, KOffice e simili siano sempre in grado di interpretarli e renderli utlizzabili anche per chi non usa i prodotti Microsoft, sapendo perfettamente che non esistono più appigli fruiblili per migliorare la situazione.
Probabilmente la maggiorparte degli utenti non si accorge del problema, utlizza il computer in ottica personale, quindi i documenti che scrive sono rivolti ad un uso prettamente privato. Al limite condivide i suoi documenti con poche persone che con ogni probabilità utilizzano il pc in maniera del tutto simile alla sua. Inoltre, spesso, l’utente non è nemmeno a conoscenza dell’esistenza di alternative sia a livello di software che come formati.
La situazione cambia radicalmente quando si considera un altra categoria di utenti, che spesso sono quelli che contribuiscono attivamente allo sviluppo dell’informatica e dei software che usiamo ogni giorno, che devono collaborare alla stesura di documenti con persone che vivono in ogni parte del globo, persone che non conosce e di cui non può immaginare le abitudini in ambito lavorativo, è evidente che un formato standard e universalmente condiviso sarebbe come manna dal cielo. Purtroppo questo, oggi più che mai, non è possibile.
Ovviamente spero di sbagliarmi, aspetto di vedere come sarà implementato e supportato il nuovo formato dai vari software, sperando che effettivamente sia valido e pienamente fruibile. Infatti, a mio modo di vedere, il problema non è che OOXML è stato creato da Microsoft e allora è sbagliato a priori utilizzarlo, un atteggiamento simile è prova di puro integralismo e questo si che è sbagliato. Il mio problema è che con l’approvazione di un formato standard solo a parole, Microsoft è riuscita a blindare, almeno in questo campo, il suo monopolio.
Chiedo scusa se il post è lungo e probabilmente ripetititivo, ma sento particolarmente il problema, spero che le indagini che l’Unione Europea ha iniziato a svolgere sulle modalità di voto nei diversi Stati portino a qualche risultato, altrimenti, ripeto, spero di essermi sbagliato.
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